

Nel caso in cui, come spesso accade, la vittima di stealthing sia una donna, una delle conseguenze più importanti è la possibilità di andare incontro a gravidanze indesiderate. Per l’uomo che compie l’atto di violenza, invece, la situazione si potrebbe risolvere facilmente in quanto egli potrebbe non riconoscere il bambino.
A seguito di un rapporto sessuale non protetto e non voluto dalla vittima, è molto alta la possibilità di contrarre infezioni o malattie sessualmente trasmissibili, come la clamidia, la gonorrea, l’HIV, la candidosi, l’herpes genitale… Questa conseguenza riguarda anche l’uomo.
Le vittime della forma di abuso sessuale in questione possono andare incontro a ripercussioni, anche molto gravi, di tipo emotivo e psicologico. Le sensazioni maggiormente riportate sono un senso pervasivo di violazione, impotenza, umiliazione, paura, rabbia, confusione e senso di colpa.
È fondamentale comprendere a fondo il significato della parola stealthing e associarla correttamente alla forma di violenza subita. Spesso, infatti, dare un nome all’accaduto permette alla vittima di processare il danno subito e di riprendersi da esso.
Fare informazione con un vocabolario adeguato è il primo modo per combattere questa forma di violenza, troppo spesso sottovalutata.

Pillola del giorno dopo
[ Levonorgestrel ]
Entro 72 ore
Farmacia
(senza prescrizione medica per maggiorenni,
con per minorenni)
Pillola dei cinque giorni dopo
[ Ulipristal acetato ]
Entro 120 ore
Farmacia
(senza prescrizione medica per maggiorenni
e minorenni)
Spirale o IUD al rame
Entro 120 ore
Studio ginecologico
Se è positivo:
Visita ginecologica
Analisi del sangue
Profilassi post-esposizione
Entro 72 ore, dura 4 settimane
Pronto soccorso
Analisi Specifiche
[ Esame del sangue, tampone genitale o anale,
campione di urina ]
Dopo un mese
Ospedali e ambulatori
Autotest per HIV
Dopo 3 mesi
Farmacia
(Senza prescrizione medica
per maggiorenni)
Psicologico, sociale e legale
Pronto soccorso,
consultori,
centri antiviolenza
(Rete Nazionale Antiviolenza D.I.Re
Associazione Telefono Rosa)







Le persone che subiscono lo stealthing dovrebbero essere tutelate dalle istituzioni in quanto questa rappresenta una violenza. Tuttavia si riscontrano diverse problematiche che rendono complesse la salvaguardia delle vittime e la colpevolizzazione degli aggressori.
È difficile dimostrare di aver subito una violenza quando non sussiste alcun danno fisico evidente, come gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmissibili.
È complicato da parte di un tribunale stabilire se la manomissione del preservativo durante il rapporto sia di natura dolosa e intenzionale, escludendone l’uso improprio o un altro difetto di fabbricazione dello stesso.
Non esiste una regola chiara che stabilisce a livello legale quando due atti sessuali sono sufficientemente diversi per richiedere un tipo di consenso separato, anche se nel caso particolare dello stealthing dovrebbe risultare evidente che un rapporto senza preservativo comporta un tipo di consenso diverso da uno con il preservativo.
Lo stealthing viene a livello legale paragonato allo stupro per inganno, che si ha quando uno dei due partner mente all’altro riguardo la propria identità in relazione a genere, etnia e religione. È rischioso punire quest’ultimo tipo di inganno in quanto si porterebbe a una fomentazione di ideologie razziste e transfobiche. Per alcuni tribunali risulta ugualmente difficile punire lo stealthing.
La legge italiana non affronta in modo specifico il fenomeno dello stealthing, che quindi non costituisce un reato, e al momento non esistono sentenze esplicite che facciano riferimento a tale pratica.
Gli unici due paesi al mondo in cui lo stealthing viene considerato reato sono gli Stati Uniti e l’Australia. Dal 2021 negli Stati Uniti lo stealthing è considerato un reato civile, non penale, quindi soggetto al risarcimento danni; mentre dal 2023 in Australia è in vigore una legge contro lo stealthing, la quale dichiara che il consenso è negato se una persona è ingannata riguardo all’uso del profilattico.
Le persone che subiscono lo stealthing dovrebbero essere tutelate dalle istituzioni in quanto questa rappresenta una violenza. Tuttavia si riscontrano diverse problematiche che rendono complesse la salvaguardia delle vittime e la colpevolizzazione degli aggressori.
È difficile dimostrare di aver subito una violenza quando non sussiste alcun danno fisico evidente, come gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmissibili.
È complicato da parte di un tribunale stabilire se la manomissione del preservativo durante il rapporto sia di natura dolosa e intenzionale, escludendone l’uso improprio o un altro difetto di fabbricazione dello stesso.
Non esiste una regola chiara che stabilisce a livello legale quando due atti sessuali sono sufficientemente diversi per richiedere un tipo di consenso separato, anche se nel caso particolare dello stealthing dovrebbe risultare evidente che un rapporto senza preservativo comporta un tipo di consenso diverso da uno con il preservativo.
Lo stealthing viene a livello legale paragonato allo stupro per inganno, che si ha quando uno dei due partner mente all’altro riguardo la propria identità in relazione a genere, etnia e religione. È rischioso punire quest’ultimo tipo di inganno in quanto si porterebbe a una fomentazione di ideologie razziste e transfobiche. Per alcuni tribunali risulta ugualmente difficile punire lo stealthing.
La legge italiana non affronta in modo specifico il fenomeno dello stealthing, che quindi non costituisce un reato, e al momento non esistono sentenze esplicite che facciano riferimento a tale pratica.
Gli unici due paesi al mondo in cui lo stealthing viene considerato reato sono gli Stati Uniti e l’Australia. Dal 2021 negli Stati Uniti lo stealthing è considerato un reato civile, non penale, quindi soggetto al risarcimento danni; mentre dal 2023 in Australia è in vigore una legge contro lo stealthing, la quale dichiara che il consenso è negato se una persona è ingannata riguardo all’uso del profilattico.